Hip Hop e La Methode

Un'icona in stile upcycled.

Nello scenario contemporaneo etica e consapevolezza sono diventati elementi prioritari.
Sempre più marchi e aziende si stanno infatti prodigando nell'adottare produzioni a ridotto impatto ambientale, facendosi carico dell'impatto sociale sul territorio e sulla vita delle persone da esse derivanti.

In questo contesto, la collaborazione tra "La Methode," un brand di abbigliamento con un forte impegno per le fibre naturali e i tessuti riciclati, e il rinomato marchio di orologi "Hip Hop" rappresenta una pietra miliare nella creazione di prodotti ecocompatibili con a cuore ambiente e persone.
Questa unione ha portato alla nascita di un accessorio dalla forte impronta upcycled che unisce il know-how del Centro Studi Casnati e la creatività di Mia Mocchi, un giovane talento nel mondo del design.

Facciamo un passo indietro.
L’industria della moda è spesso (e giustamente) criticata per il suo grande impatto ambientale che, oltre a incidere pesantemente sull’uso intensivo di risorse naturali, spesso travalica etiche e dignitose condizioni di lavoro applicate alle filiere di fornitura.
Per promuovere un nuovo approccio concreto che inverta concretamente questa tendenza, la collaborazione tra aziende e istituti scolastici diventa centrale nel proporre e divulgare nuovi modelli responsabili di impresa.

Nello specifico, il Centro Studi Casnati e il Gruppo Binda si sono rivelati fondamentali partner per questo scopo, mostrando come queste sinergie siano possibili e attuabili.
Grazie al concept della giovane studentessa e designer Mia Laura Mocchi è stato possibile prototipizzare dapprima un tessuto in materie prime riciclate pre-consumo e in seguito un nuovo e iconico orologio del marchio Hip Hop. Non male vero?

Percorso interno a La Methode.
Un momento di dibattito tra i partecipanti.

I punti chiave della sfida.

Hip Hop parte dall'idea di introdurre una capsule collection che, oltre a risultare allineata con i desideri dei serial dreamers, fosse in grado di introdurre parallelamente una nota dalla forte matrice sostenibile.

Il racconto progettuale nasce allora dall'articolarsi di vari temi legati inizialmente all'identità del brand , quali colore, sostenibilità e sogno, cercando tra essi una nuova sintesi atta a far evolvere un prodotto iconico quale Hip Hop verso un contesto in mutazione e fortemente legato a un approccio responsabile.


Lo slogan there’s no planet B diventa allora la sfida che stimola l’immaginarsi nuovi percorsi e nuovi equilibri produttivi e di vita.

Con questo kick-off inizia la collaborazione con il Centro Studi Casnati che passa abilmente il testimone ai giovani creativi, tra i quali emerge Mia Laura Mocchi che intravede nel tessuto upcycle de La Methode le potenzialità di stile e sostenibilità necessarie per conferire il giusto appeal a questo progetto.

La Methode, grazie alla sua sinergia con l’azienda tessile Produce Sinapsi, vede nel recupero di materie prime pre e post consumo una via per trasformare prodotti già esistenti in prodotti di valore superiore, senza degradarli ma conferendo loro nuova diginità e utilità.

Un processo che richiede creatività, competenze tecniche e profondo impegno, nonché anni di ricerca e sperimentazione, che sia il Centro Studi Casnati che Hip Hop abbracciano da subito rendendoli anima e cuore della collaborazione.

Scarica il report del progetto

La storia della collaborazione tra Centro Studi Casnati, Gruppo Binda e Hip Hop.

L'impatto positivo.

L’approccio innovativo di questo progetto è destinato a dare un segnale all’industria di settore dimostrando come collaborazioni responsabili che non trascurino stile e qualità, oltre che tutta la filiera coinvolta, siano reali e realizzabili.
Accessori e non solo che contemplino il riutilizzo rappresentano oggi un passo in avanti sia in termini di etica che di ecologia e la cui declinazione potrà caratterizzare numerose sfumature future di partnership e innovazioni.

Condividere la visione con gli ideali del Centro Studi Casnati e l’operatività di Binda Group mostra come moda e orologeria possano abbracciare la sostenibilità in modo creativo e altrettanto contemporaneo.
Questa sinergia, a nostro giudizio, promuove, oltre al concetto stesso di upcycle, uno scenario futuro del sistema tessile brillante e sostenibile, mostrando anche ai più giovani nuove possibilità di immaginare le imprese di domani.

Pattern digitale.
Prime prove di tessuto.
Concept cinturino Hip Hop.

Il progetto, un percorso di cinque mesi.

Iniziamo a marzo 2023; i primi mesi si caratterizzano tra sviluppi e confronti necessari a definire la strategia produttiva oltre che effettuare i necessari test sui prototipi.

Si passa alla fase operativa iniziando con la selezione gli scarti di filato necessari per la produzione del tessuto con cui verranno in seguito realizzati i cinturini. In seguito nascono i primi prototipi e con essi alcune idee di pattern dedicati.

La Methode offre come materia prima upcycle il cotone Supima®, pregiatissimo, due volte più resistente di un cotone standard, dalla fibra extra lunga, morbida e pulita si fonde con il morbido silicone dando vita a orologi unici e dal cuore verde.

Proseguono ad aprile le fasi di smacchinatura e finissaggio delle prime pezze; solo in seguito si procede alla fase di taglio e trasformazione del tessuto in un cinturino.

Produzione tessuto a maglia, dettaglio.
La nostra macchina circolare in azione.

Arriviamo quindi alla finalizzazione del progetto con la presentazione degli orologi Hip Hop con quadranti da 32 e 38 mm che appaiono come “vestiti” di morbidi colori e di fantasie originali e inedite.

I singoli modelli si distinguono per il proprio motivo decorativo e per i colori protagonisti dei cinturini.
Il modello Yellow balls è caratterizzato dall’accostamento tra il viola dello sfondo e il giallo acceso che si esprime tra linee e forme tondeggianti. La stessa fantasia è proposta in altre sfumature nel modello Orange balls dove l’arancione caldo si accosta ad un elegante e più sobrio grigio.
Immancabile tra le proposte la fantasia a righe, evergreen che Hip Hop e La Methode presentano accostando diverse tinte: rosso, color hortensia e blu navi per la versione Pink stripes, verde menta, acquamarina, rosa pallido e azzurro per una composizione a righe in cui le cromie si esaltano a vicenda in un insieme allegro definito Blue stripes.

Yellow Balls.
Orange Balls.
Pink stripes.
Blue stripes.

Ciak, si gira. Il comunicato stampa.

Grazie alla rete di Public Relation di Hip Hop abbiamo diramato un importante comunicato stampa a suggello di questa collaborazione, ne riportiamo un estratto.

Hip Hop Watches & La Methode.
Una nuova capsule collection di orologi creati utilizzando tessuti riciclati.
Passione e creatività si uniscono all’insegna della sostenibilità.

La crescente attenzione di Hip Hop per i temi legati alla sostenibilità e la ricerca di nuove ispirazioni e partner con cui condividere questa visione sempre più “green” ha portato all’incontro con La Methode, brand italiano eticamente sostenibile che produce capi di abbigliamento realizzati con fibre naturali, fibre organiche o tessuti recuperati.

E’ proprio quest’ultimo il caso del tessuto che caratterizza la speciale collezione di Hip Hop, ottenuto dal riciclo – pre consumo – dei fondi cono inutilizzati di un pregiato cotone detto Supima, un filato naturale di altissima qualità, due volte più resistente di un cotone standard dalla fibra morbida ed extra lunga e dalla provenienza garantita e certificata.

L’inedita capsule colletion Hip Hop La Methode propone quattro modelli realizzati attraverso la tecnologia RPL che permette di fondere il tessuto al silicone per dare vita a cinturini dai colori vivi che durano nel tempo.

Dietro le quinte di questo progetto si celano lavoro e professionalità di molte persone e questo crediamo sia uno dei valori principali di ogni lavoro.
Per questo motivo amiamo lasciare la la parola ai protagonisti con degli estratti e commenti sul progetto.

Partiremo con la professoressa Monica Sampietro del Centro Studi Casnati, passando poi a Simone Binda e Bruno Mocchi rispettivamente di Binda Group e La Methode.

Tessuto a maglia Blue stripes.
Tessuto a maglia Pink stripes.

Lasciamo ora spazio al pensiero dei protagonisti di questo progetto.

Monica Sampietro, Prof.ssa Centro Studi Casnati:
"Il progetto CasnatiHUB con Hip Hop watches è un esempio straordinario di collaborazione creativa e sostenibile tra un'azienda di orologi di fama internazionale e gli studenti del Liceo Artistico del Centro Studi Casnati.
La richiesta di Hip Hop di creare una capsule collection di orologi ha ispirato gli studenti, portando alla nascita di idee innovative e impegnate per il futuro del nostro pianeta.

Tra gli studenti che hanno partecipato al progetto, Mia Mocchi, del corso Fashion, ha brillato per la sua creatività e consapevolezza sociale. La sua proposta, basata sul tema delle righe orchestrate in una fitta trama di colori, ha catturato l'attenzione di Hip Hop.
Inoltre, Mia ha avuto l'ingegnosa idea di collaborare con La Methode, un brand nel mondo della moda impegnato nella lotta agli sprechi. Questa partnership ha contribuito a sensibilizzare il pubblico sulle questioni ambientali, unendo moda e sostenibilità in un modo innovativo”.

Mia Laura Mocchi, designer del Centro Studi Casnati:
“Grazie ad una collaborazione tra il Centro Studi Casnati e l’azienda Hip Hop ho avuto l’opportunità, involontariamente, di far incontrare due realtà dalle quali è nata una bellissima collaborazione.

L’idea per il mio progetto mi è venuta sperimentando sui temi proposti dall’azienda. Attingendo da quello che sapevo grazie al progetto dei miei genitori, mi sono accorta che l’iconico tessuto mille righe simbolo de La Methode si adattava a quello al mio progetto e, quindi, ne ho allegato un pezzo insieme alla mia tavola.

L’azienda Hip Hop stava già sperimentando dei nuovi cinturini creati con il tessuto e partendo da quel pezzo che era stato messo sulla tavola solo per mostrare il procedimento creativo è nata una splendida collezione”.

Simone Binda CEO Binda Italia.
“Hip Hop Watches rappresenta per noi un territorio di continue sperimentazioni. Le collezioni che ne esprimono l’essenza si sono sempre distinte per le caratteristiche di design, per la scomponibilità e soprattutto per la ricercatezza di colori e fantasie, che rendono questo orologio unico e iconico.

La scelta del silicone, materiale green non inquinante e riciclabile, racconta la sensibilità e l’attenzione del brand a tematiche ambientali e la recente collaborazione con La Methode pone ancora di più l’accento su questo importante aspetto”.

Lavorare al progetto Hip Hop La Methode è stato per tutto il team un’esperienza entusiasmante. In primis per i designer e gli sviluppatori del prodotto, coinvolti nella creazione del tessuto fin dall’origine, partendo dai fondi di cono e arrivando alla fantasia ideale scelta per realizzare la capsule di orologi.

Alessandra Grimaldi, Designer Hip Hop Watches
“La sfida per noi designer in questo progetto era quella di riuscire ad enfatizzare la bellezza e l’innovazione di un filato unico all’interno di pochi centimetri. Abbiamo avuto modo di applicare differenti tessuti prima di arrivare al connubio perfetto tra colore, texture e disegni che parlassero di Hip Hop e La Methode all’unisono”.

Il reparto marketing e comunicazione, che ha avuto modo di immergersi in una realtà perfettamente calata nel più attuale del mercati, con una visione e un’ispirazione fortemente all’avanguardia e alimentate da una grande passione.
Hip Hop Watches ha sempre rappresentato per l’azienda Binda - proprietaria del brand - un territorio di sperimentazione e innovazione e oggi più che mai si presta a un’evoluzione green del prodotto. Lo fa partendo dal materiale con cui è realizzato, il silicone, che a differenza della plastica non deriva dal petrolio, non è tossico, né inquinante. Lo fa offrendo la possibilità di riutilizzare la stessa cassa con cinturini diversi, evitando inutili acquisti non necessari o sprechi e favorendo l’attitudine al riuso. Lo fa, inoltre, scegliendo e collaborando con realtà come La Methode, estremamente coerente e credibile in tema di sostenibilità.

Sara Piccoli, Brand Manager Hip Hop Watches
“L’esperienza di collaborazione con La Methode è stata super stimolante e si è rivelata una splendida occasione per imparare nuove cose rispetto al territorio su cui Hip Hop sta muovendo importanti passi. Aver appreso la filosofia che sta dietro a questo brand non potrà che aiutarci a concepire anche il nostro prodotto in maniera sempre più green”.

Bruno Mocchi fondatore La Methode:
"La Methode rappresenta un progetto visionario che mette la qualità al centro di ogni aspetto: sia dal punto di vista ambientale che sociale e, naturalmente, della produzione stessa.

La nostra sfida principale consiste nell'elevare il tessuto imprenditoriale locale di forte matrice artigianale integrandolo nel contesto contemporaneo; realizzando capi di abbigliamento etici e durevoli in materie prime naturali e riciclate e apportando un valore tangibile sia al territorio che ai luoghi in cui viviamo quotidianamente.
Questa filosofia trova una straordinaria espressione creativa e concretamente realizzata attraverso la collaborazione con il gruppo Binda e il progetto "HIP HOP WATCHES & LA METHODE”.

In questo contesto, il riciclo pre-consumo di materie prime di alta qualità si trasforma in un'opportunità unica per la creazione di accessori distintivi ; un meraviglioso esempio di quanto sia semplice immaginare nuovi modi di produzione e commercializzazione, specialmente nel campo di idee innovative”.

All'interno del Laboratorio, un-packaging.
Gli orologi Hip Hop durante la presentazione.

Presentazione del progetto, 20 ottobre 2023.

Eccoci pronti per finalizzare questo percorso che ha accompagnato per circa sei mesi le nostre realtà e ci auguriamo sia solo l'inizio di molte altre collaborazioni.

Come per ogni festa che si rispetti, la giornata del 20 ottobre si presenta sotto velature uggiose e autunnali che, vista la lunga estate appena conclusasi, non si fanno disdegnare.

La presentazione ufficiale del progetto si è tenuta presso il Laboratorio de La Methode e ha assunto la forma di uno dei nostri classici Open day in versione condensata, per arrivare alla sintesi del processo è bene prima immergersi a capo fitto nel nostro microcosmo e assaporarne l'essenza.
Esplorare dall'interno il mondo tessile legato sia ai tessuti a maglia che ai capi finiti, con i suoi valori e controsensi, è lo sforzo che ci siamo impegnati nel divulgare per mostrare tangibilmente dove sia possibile migliorare e dare un contributo al cambiamento.

Quindi, tra bancali, macchine e scarti, in un percorso preparato ad hoc per l’occasione, Bruno ha potuto illustrare il suo universo tessile costituito da eccellenza e ricerche senza limiti che, nonostante tutta l’attenzione e dedizione messa in campo, presentano i loro lati negativi.

Le materie prime e tessuti pregiati negli anni si accumulano come rimanenze, scarti o invenduti ponendoci davanti a quesiti che portano a dubitare del nostro stesso operato condotto fieramente per anni.

Come possiamo valorizzare tutto ciò?

Questa è la domanda che ci si pone quotidianamente per contrastare le dinamiche di un settore che vede una costante "crescita" in direzioni ben poco sostenibili.

La presentazione del 20 ottobre 2023.
Gli orologi prima della regolazione dei cinturini.

Su questi temi nascono dibattiti e confronti tra i partecipanti stimolati e ben consapevoli di un approccio sistemico da cambiare.
Quanto ci vorrà per questa transizione è il quesito che impera!
Come faranno le aziende a rendersi credibili agli occhi dei loro clienti è uno degli altri temi di maggiore focalizzazione.

A nostro giudizio la continua riconnessione con il proprio territorio appare un elemento forte e trainante, probabilmente imprescindibile che unitamente a prodotti di qualità e realizzati accuratamente vada a soddisfare bisogni necessari.

Insomma, tra questi dilemmi esistenziali e razionali si passa all'oggetto del pomeriggio.

La presentazione della capsule di orologi con relativo un-boxing.

A ogni invitato è stata regalata una bag realizzata con testane di tessuto a maglia. Si proprio le testane con cui sono stati realizzati i tessuti per gli orologi!
All’interno di queste borse è stato riposto un orologio appartenente alla capsule e una girocollo La Methode in cotone greggio con stampa ad acqua in pigmenti naturali a ripresa del colore del tessuto.

Un bel momento conviviale e di confronto scandito dalle note botaniche di Ester e Cristian della ExDogana di Tornavento caratterizzate da un approccio alla cucina contemporanea e decisamente local abbinate a una Kombucha a kilometro zero, deliziosa!

La sintesi di questo primo capitolo termina qui.

Per altri progetti e idee siamo felici di potervi conoscere.

Ringraziamo per la collaborazione il Centro Studi Casnati e la professoressa Monica Sampietro, il Gruppo Binda con Simone Binda, Savina Colombo, Silvia Piccoli, Alessandra Grimaldi, Silvia Borellini, Marialba Consoli e Virginia Vaccari.

Segnaliamo inoltre il lavoro di Valeria Melocchi di Make you greener, Martina Panagia, Matilde Prestinari e Micaela Franceschini e le pubblicazioni su Grazia, Cosmopolitan di Maddalena Tancorre e Fashion Times di Fulvio Aniello per la sintesi di questo progetto.

La Methode, primo open day

Siamo davvero emozionati di condividere con voi l'entusiasmante esperienza che abbiamo vissuto al primo Open Day presso il Laboratorio La Methode.

L'evento si è svolto con grande partecipazione il 10 giugno 2023 presso la nostra sede a Cardano al Campo e siamo grati a tutti coloro che hanno partecipato a questa giornata per noi speciale.

Apertura delle porte e inizio del tour
Spiegazione del concetto di Up-Cycle

Sin dal primo istante ci siamo resi conto di essere di fronte a un pubblico molto attento e consapevole, interessato non solo a comprendere come migliorare il proprio approccio agli acquisti, bensì anche propenso nel comprendere cosa si celi dietro alle produzioni di abbigliamento e quali possano essere possibili scenari fruibili per ridurre l'impatto delle nostre vite sul pianeta.

L'open day è iniziato con un tour guidato scandito dal team de La Methode; durante questa introduzione ogni invitato ha potuto vedere e visualizzare quali siano le fasi e i processi produttivi necessari per trasformare le nostre materie prime (filati) in tessuti semilavorati e finiti, sino ad arrivare alla realizzazione di un capo di abbigliamento.

Per quanto corta, questa filiera può, se mal gestita, contribuire a sprechi e compressioni sociali ingiustificate tanto quanto dannose.
La nostra missione parte infatti proprio da qui; dalla volontà di preservare e proporre un prodotto di qualità, intesa sia di prodotto che di processo; riducendo così inquinamento e sprechi da essa derivanti.

Il percorso è proseguito con l'analisi dei tessuti a maglia realizzati con fibre naturali di altissima qualità, come ad esempio la canapa, l'ortica, il cotone riciclato pre-consumo e il cotone certificato Supima®; abbiamo approfondito come la canapa possa rappresentare una fibra decisamente sostenibile e coltivabile sul suolo italiano (come avvenuto negli scorsi millenni) la quale, oltre a generare lavoro, sarebbe decisamente rispettosa dell'ambiente, necessitando apporti di acqua e chimica pari allo zero.

Rachele Invernizzi, imprenditrice di South Hemp Technology nonché vicepresidente di Federcanapa, ha spiegato come la coltivazione di queste fibre non richieda l'uso di pesticidi, favorendo la biodiversità e la rigenerazione dei suoli, i quali, se opportunamente ammendati e con giusto grado di umidità non necessitano di apporti esterni per far si che la pianta cresca sana e forte.
La canapa è considerata amica dell'ambiente sin dalla fase di crescita il che la rende una scelta ecologica per il mondo tessile che ancora la guarda con riservo e pregiudizio.
Oltre a indiscussi vantaggi sull'ambiente, la pianta di canapa consente l'estrazione di fibre tessili resistenti, durature e facilmente riciclabili. I prodotti da essa ottenuti contribuiscono in maniera determinante al nostro impegno per la creazione di un ciclo di vita virtuoso per i capi d'abbigliamento che realizziamo.

Riportiamo l'estratto audio degli interventi dei due relatori.

Intervento di Rachele Invernizzi sulla canapa tessile
Ruggero Giavini parla di moda sostenibile e certificazioni

Sono emerse anche le difficoltà e le carenze di un settore canapicolo italiano estremamente frammentato in cui le competenze stanno rapidamente scomparendo e c'è profonda necessità di fare rete così come di trovare seri investitori per acquisire i macchinari mancanti.

Il dialogo con Rachele si conclude con un grande interrogativo... un grande perché.

Perché queste fibre vengono abbandonate quando invece dovrebbero essere spinte e promosse verso un pubblico sempre più colto e coscienzioso?

La risposta sta nella politica e nella conoscenza.
La canapa è stata presente nelle vite di tutti sino agli anni 60-70 e molti ne ricordano i pregi e la durata, poi è stata estromessa. A noi il compito di farla conoscere e riportarla sul mercato così da poter finalmente svincolare la moda dalle tendenze, tanto rapide quanto distruttive.

In seguito ci siamo spostati all'interno del Laboratorio creativo e la parola è passata a Ruggero Giavini, grande tecnico del settore tessile che oltre ad avere viaggiato e visto con i propri occhi molte realtà in giro per il globo è anche promotore e fondatore della community Vesti La Natura.

Con lui abbiamo affrontati i temi legati all'etica della moda e alla tracciabilità nella produzione tessile, passando per certificazioni e pratiche sottili che, oltre all'ormai diffuso "green-washing", ci permettano di comprendere quando le aziende adottino realmente pratiche sostenibili e responsabili in ogni fase del processo produttivo tessile.

Non è facile. Molto spesso sono le certificazioni il documento a cui ci si affida per provare qualità ed etica, ciò avviene in Italia e all'estero. Purtroppo però non è sufficiente un documento per evolversi e dimostrare una determinata direzione.
Spesso tali certificati racchiudono controsensi e non garantiscono né qualità, né tantomeno etica dei prodotti.

Come fare quindi per orientarsi saggiamente?

Abituandosi oltre che educandosi alla consapevolezza e alla responsabilità; partendo dai giovani e mostrando loro quali siano i percorsi più corretti per il futuro; in questo caso l'esperienza di chi nel settore c'è da una vita diventa utile, necessaria.

Già oggi in alcuni paesi è diffuso un senso critico più sviluppato, così come il desiderio di progettare prodotti facilmente recuperabili e trasformabili, rivolgendosi a fibre passate, come la canapa (vedi sopra) e conferendogli una veste contemporanea.

Insomma un impegno condiviso nel garantire che che ogni materiale utilizzato sia tracciabile e proveniente da fonti sostenibili, da parte di aziende e clienti al tempo stesso.

L'open day è poi proseguito con un momento particolarmente significativo e per noi emozionante, ossia il racconto del progetto appena concluso con il Liceo Terragni, Centro Studi Casnati e gli studenti della quarta indirizzo moda.

Non vi raccontiamo tutto il progetto, potete approfondire in questo articolo che abbiamo a loro dedicato: Be the new Methode.

Lavorare con gli studenti è stata una esperienza gratificante, poiché abbiamo visto il loro talento e la loro creatività fiorire nella creazione di capi d'abbigliamento versatili ed eleganti.
Il coinvolgimento dei ragazzi ci ha dato la speranza di un futuro in cui la moda sostenibile diventi sempre più una realtà, guidata dalla consapevolezza e dall'innovazione.

Racconto del progetto Be The New Methode
Bruno spiega alcuni dati sulla filiera tessile

In ultimo siamo passati nel condividere il perché, nonché la mission de La Methode e delle nostre scelte forti, in controtendenza con il mercato, come ad esempio l'approccio "on demand" che, seppur incontrando non poche difficoltà lato digitale, ha suscitato molto interesse e una diffusa comprensione tra il pubblico.

La produzione su ordinazione è lo strumento che permette di evitare sprechi e di produrre solo i capi necessari e richiesti dai nostri clienti. Sembra banale ma questa è una delle scelte determinanti per combattere l'enorme problematica legata alle sovrapproduzioni, tema a cui dedicheremo un articolo nelle prossime settimane.

Realizzare un prodotto pe un cliente, selezionare accuratamente le materie prime, i processi di lavorazione e finissaggio leggeri (vedi tessuti naturali e greggi) ci aiuta a ridurre drasticamente l'impatto ambientale dei nostri prodotti tessile, incoraggiando una moda più consapevole e sostenibile.

Dedichiamo massima cura e attenzione nella realizzazione di ogni capo, con l'obiettivo di farlo diventare un prezioso e duraturo complemento del guardaroba di chi lo indosserà, stimolando al riutilizzo, alla riparazione e al dono.

Gio illustra come funziona una macchina circolare
Momento rinfresco e prova dei capi

La densa mattinata si è conclusa con un momento di libera condivisione in cui ogni ospite ha potuto confrontarsi con noi, instaurando dibattiti più intimi e precisi.

Non è mancato un momento di prova dei capi e di ordinazione degli stessi, tema che ci ha dato la sensazione di essere sulla strada giusta nonostante il percorso presenti numerose difficoltà.

Alcuni clienti sono riusciti ad acquistare gli ultimi prototipi, i quali grazie all'ologramma numerato e al packaging personalizzato, sono stati molto apprezzati e hanno regalato al momento un'aura ancora più speciale e unica.

Queste giornate, questo confrontarsi e scambiarsi visioni è determinante nel creare una comunità intorno a ideali e valori che, solo se condivisi, possono portare all'affermarsi di un progetto.

Ci siamo resi conto che questo approccio è stato molto apprezzato dai nostri clienti, dare valore alle persone e ai prodotti è quello che crediamo abbia più senso perseguire.

In conclusione, siamo grati a tutti coloro che hanno partecipato al nostro Open Day e che hanno iniziato a sostenere la nostra missione di moda etica e sostenibile.
La Methode è più di un semplice brand di abbigliamento; è un progetto e un'impegno verso un futuro migliore per la moda e il nostro pianeta.

Grazie ancora a tutti i partecipanti per aver fatto parte di questa meravigliosa avventura sostenibile con noi!

Non dimentichiamoci di Anna e del suo bellissimo articolo dedicato all'Open Day.

Ci vediamo a settembre per i prossimi appuntamenti su Milano e in autunno per il secondo open day.